{"id":13861,"date":"2026-01-25T17:47:09","date_gmt":"2026-01-25T16:47:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chapelle-sainte-rita.com\/meditazione-di-antoine-arjakovsky\/"},"modified":"2026-01-27T08:15:29","modified_gmt":"2026-01-27T07:15:29","slug":"meditazione-di-antoine-arjakovsky","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chapelle-sainte-rita.com\/it\/meditazione-di-antoine-arjakovsky\/","title":{"rendered":"Meditazione di Antoine ARJAKOVSKY"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Antoine Arjakovsky<\/strong>, nato a Parigi il 5 ottobre 1966, \u00e8 uno storico francese, co-direttore del dipartimento &#8220;Politica e Religioni&#8221; presso il Coll\u00e8ge des Bernardins e direttore emerito dell&#8217;Istituto di Studi Ecumenici di Leopoli (Ucraina). Qui ci offre una meditazione sui passi della Scrittura durante la preghiera ecumenica celebrata nella nostra cappella il 23 gennaio 2026. Non esita ad affrontare tre idee sbagliate sulla Chiesa e sull&#8217;ecumenismo.  <\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-center\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"258\" height=\"195\" src=\"https:\/\/www.chapelle-sainte-rita.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/images-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13880\"\/><\/figure>\n\n<p>Buonasera a tutti,<\/p>\n\n<p>\u00c8 un piacere per me, come cristiano ortodosso che lavora da molti anni su questioni ecumeniche, poter condividere con voi alcune riflessioni sui testi che abbiamo ascoltato questa sera.<\/p>\n\n<p><strong>\u00c8 importante riunirsi per celebrare la nostra fede che, come dice San Paolo agli Efesini, esiste &#8220;un solo Dio, Padre di tutti, che regna su tutti, opera per mezzo di tutti e abita in tutti&#8221;.<\/strong>  La fede cristiana in un Dio di amore e giustizia trascende i confini confessionali delle nostre Chiese, perch\u00e9 Dio \u00e8 Padre di tutti e abita in tutti. E soprattutto &#8211; ed \u00e8 questo che dovrebbe spronarci ad agire per realizzare il Regno di Dio sulla terra &#8211; &#8220;Dio opera attraverso tutti&#8221;. Questo ci d\u00e0 certamente un&#8217;enorme responsabilit\u00e0 nel liberare questo mondo da tutte le sue divisioni e da tutte le sue sofferenze, ma soprattutto ci d\u00e0 un&#8217;immensa gioia: come dice Isaia, <strong>se riusciremo a sciogliere i legami della malvagit\u00e0, allora la nostra luce briller\u00e0 come l&#8217;aurora!<\/strong>  <\/p>\n\n<p><strong>Che bella idea \u00e8 stata quella della Chiesa Apostolica Armena di concentrare la nostra attenzione questa sera sulla luce!<\/strong> Dal resoconto di Nicholas Motovilov del 1831 sul suo incontro con San Serafino di Sarov sappiamo che, mentre parlava con lui, il suo corpo inizi\u00f2 a irradiare luce<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, dopo che San Serafino ebbe pronunciato la seguente preghiera: &#8220;Signore, rendilo degno di vedere chiaramente con i suoi occhi di carne la discesa dello Spirito Santo, come hai fatto vedere ai tuoi servi eletti quando ti sei degnato di apparire nella magnificenza della tua gloria&#8221;. La storia di Motovilov, e ancor pi\u00f9 quella della Trasfigurazione di Cristo sul Monte Tabor, non \u00e8 pi\u00f9 impenetrabile per gli uomini del XXI secolo. Per alcuni astrofisici come David Elbaz: &#8220;Noi stessi siamo macchine che trasformano le macromolecole in calore e luce. Il nostro intero processo vitale, proprio come quello degli altri animali, produce luce. (&#8230;) In proporzione, gli esseri umani producono 2000 volte pi\u00f9 fotoni del sole&#8221;. David Elbaz, direttore della ricerca presso il Commissariat \u00e0 l&#8217;Energie Atomique di Saclay, aggiunge: &#8220;Per molto tempo si \u00e8 pensato che la luce non avesse nulla a che fare con la storia dell&#8217;universo, che fosse solo il narratore e non l&#8217;attore. Eppure, dalla prima particella alla vita, passando per gli atomi, le molecole, le stelle, la polvere interstellare e i pianeti, l&#8217;intera storia dell&#8217;universo e l&#8217;organizzazione della materia in forme sempre pi\u00f9 complesse hanno lo stesso scopo: la moltiplicazione delle particelle di luce.&#8221;<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n\n<p><strong>Allora perch\u00e9 vediamo l&#8217;oscurit\u00e0 addensarsi intorno a noi?<\/strong>  Tutti seguono i telegiornali e capiscono che stiamo vivendo un cambiamento d&#8217;epoca estremamente pericoloso. Tutti possono anche vedere che le Chiese, e in particolare la Chiesa ortodossa a cui appartengo, sono in profonda crisi. Tutti possiamo vedere che il movimento ecumenico si sta esaurendo, al punto che si parla sempre pi\u00f9 spesso di un inverno ecumenico. Perch\u00e9? A mio parere, perch\u00e9 crediamo in tre idee sbagliate su cosa sia la Chiesa e su cosa sia l&#8217;ecumenismo. I tre testi che abbiamo letto oggi ci aiutano a correggere queste tre idee sbagliate.     <\/p>\n\n<p><strong>La <sup>prima<\/sup> idea sbagliata, professata nella maggior parte dei cenacoli ecumenici, \u00e8 che la Chiesa sia come un palazzo di cristallo, in cui tutto dovrebbe essere trasparente. Pertanto, l&#8217;unico compito del movimento ecumenico \u00e8 quello di raggiungere l&#8217;unit\u00e0 visibile tra tutti i cristiani. <\/strong>. Ma poich\u00e9 non possiamo farlo, chiudiamo le porte alla comunione, rifiutiamo indiscriminatamente ogni ospitalit\u00e0 eucaristica. Eppure il testo del Credo niceno-costantinopolitano che leggeremo oggi ci spiega che il mondo \u00e8 composto da materia visibile e invisibile, che il Padre Onnipotente ha separato il cielo e la terra fin dall&#8217;inizio. Non appena il mondo fu creato, volle distinguere l&#8217;universo visibile da quello invisibile. Crediamo forse, piccoli uomini quali siamo, di essere in grado di eliminare questa separazione originaria? Pensiamo che vivremmo meglio se vedessimo costantemente gli angeli e i demoni intorno a noi nello stesso modo uniforme? Io non credo. E nemmeno la Chiesa, dato che fissa l&#8217;incontro tra la Gerusalemme celeste e la Gerusalemme terrena solo per l&#8217;ultimo giorno. Quindi la Chiesa non \u00e8 un palazzo di cristallo visibile a tutti e accessibile a coloro che vengono prima.       <\/p>\n\n<p>Il principe di questo mondo, di cui parla Giovanni nella lettura del Vangelo di stasera (XII, 31-36), \u00e8 stato identificato dalla tradizione della Chiesa con Lucifero, la stella del mattino che cadde per orgoglio. Ma agli apostoli che dicevano di essere riusciti a sottomettere i demoni, Cristo disse: &#8220;Ho visto Satana cadere come un fulmine dal cielo&#8221; (Luca 10:18). E il Libro dell&#8217;Apocalisse, nel versetto 22:16, ristabilisce l&#8217;ordine voluto da Dio: &#8220;Io, Ges\u00f9, ho mandato il mio angelo a testimoniarvi queste cose nelle chiese. Io sono la discendenza di Davide, la stella luminosa del mattino&#8221;. \u00c8 perch\u00e9 <em>crediamo<\/em> che <em>vediamo<\/em>. E Giovanni ci dice di credere: la vera luce \u00e8 Cristo. <strong>L&#8217;importante \u00e8 avere questa luce con noi, credere in questa luce, <em>in modo che ognuno di noi diventi questa luce<\/em>!<\/strong>    <\/p>\n\n<p><strong>Il<sup>secondo<\/sup> equivoco che ci impedisce di vivere pienamente l&#8217;unit\u00e0 della fede cristiana nella diversit\u00e0 delle Chiese \u00e8 quello di vedere la Chiesa come un&#8217;istituzione, una sorta di amministrazione sacra riservata a coloro che hanno un certificato di battesimo<\/strong>. Ma San Paolo dice il contrario agli Efesini (IV, 1-13) quando spiega loro che la Chiesa \u00e8 innanzitutto lo spazio-tempo dell&#8217;amore, della partecipazione delle creature alla vita divina. Per lui, la Chiesa \u00e8 l&#8217;organismo in cui regna un solo Spirito, ma in cui fioriscono molti doni. Infatti, quando Cristo sal\u00ec al cielo durante l&#8217;Ascensione, non lasci\u00f2 questo mondo. Ha semplicemente cambiato la sua condizione per poter inviare lo Spirito sulla terra e attirare tutti a s\u00e9. Questo \u00e8 il significato del mistero dell&#8217;Ascensione e della Pentecoste. Una volta sollevato dalla terra, Cristo invi\u00f2 il dono delle lingue a tutti i rappresentanti delle nazioni presenti a Gerusalemme nel giorno dell&#8217;effusione dello Spirito. Ecco perch\u00e9 Paolo fa riferimento al Salmo 68, dove si dice che il Signore sal\u00ec in alto e prese con s\u00e9 anche i prigionieri e i ribelli, affinch\u00e9 Dio avesse una dimora, cio\u00e8 il cuore degli uomini.       <\/p>\n\n<p>Perch\u00e9 Dio \u00e8 dovuto salire in cielo per inviare il suo Spirito sulla terra? Nel libro degli Atti, Pietro d\u00e0 la risposta: per adempiere alla promessa fatta al profeta Gioele: &#8220;Io effonder\u00f2 il mio Spirito su ogni carne&#8221;. La Chiesa, quindi, \u00e8 un corpo vivente in Dio, dove ogni tipo di vocazione e chiamata \u00e8 chiamata a fiorire. Paolo d\u00e0 come esempio di vocazione nella Chiesa &#8220;i profeti e i catechisti&#8221;. Ma Gioele dice che in realt\u00e0 questa effusione dello Spirito riguarder\u00e0 tutti coloro che hanno dato la loro vita alla chiamata ricevuta, i giovani che avranno visioni, gli anziani che avranno sogni, persino gli schiavi, uomini e donne. Quindi, piuttosto che immaginare la Chiesa come un semplice luogo in cui vengono impartiti i sacramenti, immaginiamola come lo <strong>spazio-tempo di una liturgia divino-umana che si svolge nel mondo e trascende tutti i confini confessionali, sociali, politici e intellettuali di questo mondo.<\/strong>     <\/p>\n\n<p><strong>La<sup>terza<\/sup> idea sbagliata che abbiamo, questa volta riguardo al movimento ecumenico, \u00e8 che le divisioni tra le Chiese possano essere superate attraverso la scrupolosa osservanza di alcune regole, come il dialogo, la preghiera, la solidariet\u00e0 e il digiuno. <\/strong>Ma il profeta Isaia (LVIII, 6-11), che gli esegeti chiamano il<sup>terzo<\/sup> Isaia, ci dice che questi metodi sono del tutto inadeguati. Infatti, c&#8217;\u00e8 un digiuno autentico e un digiuno ipocrita, un dialogo creativo e una chiacchiera inutile. Non si pu\u00f2 digiunare e discutere allo stesso tempo. Non si pu\u00f2 dialogare mettendo sullo stesso piano l&#8217;assassino e la vittima. Il vero sacrificio \u00e8 condividere il pane con gli affamati e dare rifugio ai senzatetto. Isaia ci dice che ogni volta che liberiamo gli oppressi ci avviciniamo a Dio e automaticamente ci avviciniamo gli uni agli altri. Ogni volta che alleggeriamo una situazione o ci liberiamo da un giogo &#8211; oggi diremmo una dipendenza &#8211; allora, ci dice Isaia, possiamo essere certi che la nostra ferita guarir\u00e0 rapidamente. E soprattutto, aggiunge questa straordinaria promessa. <strong>Poi,<\/strong> <strong>&#8220;La tua luce sorger\u00e0 nelle tenebre, la tua oscurit\u00e0 sar\u00e0 come il mezzogiorno. Il Signore ti guider\u00e0 sempre&#8221;.<\/strong>       <\/p>\n\n<p><strong>Cari amici, guardiamoci dalle false luci che ci impediscono di riconoscerci come fratelli e sorelle in Cristo<\/strong>. Dio ha riposto in noi tutta la sua speranza per completare la sua creazione, per fare di noi delle torce vive, per trasformare con lui tutte le tenebre in conoscenza, per consolare tutte le sofferenze. La Chiesa non \u00e8 un palazzo di cristallo dove tutto \u00e8 visibile al primo che arriva, che non ha nemmeno preparato i suoi vestiti. La Chiesa \u00e8 il mistero del Regno della divina umanit\u00e0, che \u00e8 certamente visibile, ma solo se hai fede, un cuore aperto e sei in pace con i tuoi cari. La Chiesa non \u00e8 nemmeno una struttura burocratica e confessionale, cos\u00ec sacralizzata da essere incapace di riconoscere la diversit\u00e0 dei doni dello Spirito. \u00c8 uno spazio-tempo di vita, di rigenerazione, di comunione, di salvezza. \u00c8 certamente un&#8217;istituzione, e questo \u00e8 un bene, ma non nel modo autoritario di questo mondo. La Chiesa \u00e8 sia il Corpo di Cristo che il Tempio dello Spirito Santo, aperto a tutti coloro che cercano di vivere secondo i doni ricevuti dallo Spirito divino. Il vescovo Georges Khodr del Monte Libano ha scritto: &#8220;Il Signore agisce dove vuole e tu non sei nella posizione di limitare la sua azione. Egli ha promesso di inondarvi delle Sue grazie, ma non ha detto che ne sarete gli unici custodi. Vi imploro: non siate pi\u00f9 ottimisti del vostro Re, che pu\u00f2 &#8216;fare figli di Abramo dalle pietre&#8217; (Mt. 3:9)&#8221;[<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">3]<\/a>.        <strong><\/strong><\/p>\n\n<p>Ecco perch\u00e9 il movimento ecumenico stesso non \u00e8 semplicemente un luogo di chiacchiere, come alcuni vorrebbero. \u00c8 la Chiesa delle Chiese, che cerca di realizzarsi nello Spirito. L&#8217;ecumenismo, come diceva il pastore Wilhelm Visser&#8217;t Hooft, \u00e8 <strong>un modo di pensare, credere, trasmettere e agire insieme nello Spirito Santo<\/strong>. Il movimento ecumenico che ci riunisce questa sera \u00e8 prima di tutto un movimento di esseri viventi, provenienti da tutti i ceti sociali, alla ricerca della Saggezza divina, della Luce che non svanisce mai. Questo \u00e8 ci\u00f2 che hanno proclamato San Gregorio di Narek, un mistico armeno del X secolo, e San Nerses il Grazioso, un santo ecumenico armeno del XII secolo, di cui leggeremo tra poco le preghiere. Questo \u00e8 anche ci\u00f2 che i cristiani d&#8217;Oriente e d&#8217;Occidente cantano al lume di candela al calar della sera da pi\u00f9 di 2000 anni, con questo inno del Lucerario, con cui concluder\u00f2, che si rivolge a Cristo come luce gioiosa della Gloria di Dio:     <\/p>\n\n<p>&#8220;Luce gioiosa della santa gloria del Padre immortale, celeste, santo e benedetto, o Ges\u00f9 Cristo&#8221;. Mentre il sole tramonta e vediamo la luce della sera, cantiamo a Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo. \u00c8 degno in ogni tempo di celebrarti con voci sante, o Figlio di Dio, che dai la vita. Cos\u00ec il mondo ti glorifica&#8221;. Amen.<\/p>\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> &#8220;Senti qualcuno che ti stringe le spalle con le sue mani, ma non vedi n\u00e9 le sue mani, n\u00e9 il suo corpo, n\u00e9 il tuo, ma solo questa luce brillante che si diffonde per diversi metri intorno a te, illuminando la superficie della neve che copre il prato, e la neve che continua a spolverare il grande Staretz e me stesso&#8221;. <a href=\"http:\/\/www.theologica.fr\/!_Pg_Patristique_Theologiens&amp;OrdresMonastiques_5\/S%C3%A9raphil%20deSarov\/Entretien%20spirituel.htm\">download_ecrits_saint_s\u00e9raphim_de_sarov<\/a><\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> David Elbaz, La Plus Belle Ruse de la lumi\u00e8re : Et si l&#8217;univers avait un sens&#8230;, Odile Jacob, 2021<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> Mons. Georges Khodr, &#8220;L&#8217;appel de l&#8217;Esprit&#8221; Cerf, Paris 2001, pag. 7.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antoine Arjakovsky, nato a Parigi il 5 ottobre 1966, \u00e8 uno storico francese, co-direttore del dipartimento &#8220;Politica e Religioni&#8221; presso il Coll\u00e8ge des Bernardins e direttore emerito dell&#8217;Istituto di Studi Ecumenici di Leopoli (Ucraina). Qui ci offre una meditazione sui passi della Scrittura durante la preghiera ecumenica celebrata nella nostra cappella il 23 gennaio 2026. 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